Se Murdoch cavalca la tavoletta
Rupert Murdoch lancia un’altra sfida ai vecchi marchi della stampa americana. Secondo il Los Angeles Times, lo squalo ha deciso di finanziare un quotidiano che non finirà in edicola, ma si potrà leggere soltanto sui telefoni cellulari e sulle tavolette iPad. “Sarà una vera rivoluzione nel campo delle news”, ha spiegato in un vertice con alcuni dei suoi manager. Chi conosce i dettagli del piano dice che il nuovo giornale non ha nulla a che fare con le altre testate del gruppo.
21 AGO 20

Rupert Murdoch lancia un’altra sfida ai vecchi marchi della stampa americana. Secondo il Los Angeles Times, lo squalo ha deciso di finanziare un quotidiano che non finirà in edicola, ma si potrà leggere soltanto sui telefoni cellulari e sulle tavolette iPad. “Sarà una vera rivoluzione nel campo delle news”, ha spiegato in un vertice con alcuni dei suoi manager. Chi conosce i dettagli del piano dice che il nuovo giornale non ha nulla a che fare con le altre testate del gruppo: via le analisi in stile Wall Street Journal e spazio alle storie brevi, che si possono aggiornare in tempo reale. “Finalmente,i giovani leggeranno i giornali”, ha commentato Murdoch. Il nome del progetto è ancora segreto, ma la prima uscita è prevista entro la fine dell’anno.
Uno degli uomini più vicini al magnate, Jesse Angelo, è già al lavoro: dirige il New York Post e sarà aiutato da “alcune decine di reporter”. I due si conoscono da una vita, dato che Angelo è australiano e ha frequentato l’asilo con il figlio di Murdoch. E’ cresciuto nella redazione del Daily Telegraph di Sidney e ha messo la firma sul Post per la prima volta nel 1999. I colleghi pensano che sia un predestinato, che possieda una grande capacità di leadership e che “non avrebbe potuto fare altro che raggiungere il successo, qualunque carriera avesse intrapreso”, come ha detto il suo primo direttore, Col Allan. Lo squalo lo ha scelto per una missione precisa: vuole affondare il New York Times e Usa Today, due dei rivali più pericolosi negli Stati Uniti. Per farlo, punta su due elementi che gli altri non hanno ancora sfruttato con efficacia: i lettori under 40 e le nuove tecnologie.
Gli investimenti pubblicitari passano rapidamente dalla carta stampata a Internet, che assicura visibilità crescente. Secondo Murdoch, vince soltanto chi riesce a seguire questo processo. Lui ha portato sulla rete tutti i suoi quotidiani e ha ridotto la possibilità di accesso gratuito alle notizie. Per entrare nel sito internet del Times di Londra bisogna essere abbonati e lo stesso, dice il magnate, accadrà presto anche con il Wall Street Journal, che è entrato a far parte del suo impero tre anni fa, dopo una trattativa rapida con i vecchi proprietari della famiglia Bancroft. Murdoch non intende fare sconti: la scorsa settimana, il desk del Wsj ha chiesto 600.000 dollari alla Casa Bianca come compenso per gli articoli ripresi nella rassegna stampa che circola negli uffici dell’Amministrazione.
New York Times e Usa Today sono già su iPad, ma non offrono niente di nuovo rispetto alla versione cartacea. Sinora, la performance del Nyt è stata positiva: l’applicazione che permette di leggerlo è stata scaricata da 400.000 lettori. Ora bisogna capire se sarà in grado di resistere a un rivale disegnato apposta per la tavoletta. Il piano piace soprattutto a Steve Jobs, l’eccentrico padrone di Apple. IPad è in commercio da aprile e ha superato i dubbi di molti analisti: secondo l’istituto di ricerca Gartner Inc., questo mercato sfonderà il muro dei dieci milioni di pezzi entro la fine dell’anno. L’ultima trovata di Jobs permette di scaricare migliaia di titoli contenuti nella biblioteca Apple e apre nuove possibilità all’editoria. Il New York Times è stato uno dei primi quotidiani a scegliere iPad ed è stato seguito in fretta da magazine come Wired e Popular Science. Con il suo nuovo progetto, Murdoch può sfruttare a pieno i vantaggi offerti da questa tecnologia, e può farlo prima degli altri.
Uno degli uomini più vicini al magnate, Jesse Angelo, è già al lavoro: dirige il New York Post e sarà aiutato da “alcune decine di reporter”. I due si conoscono da una vita, dato che Angelo è australiano e ha frequentato l’asilo con il figlio di Murdoch. E’ cresciuto nella redazione del Daily Telegraph di Sidney e ha messo la firma sul Post per la prima volta nel 1999. I colleghi pensano che sia un predestinato, che possieda una grande capacità di leadership e che “non avrebbe potuto fare altro che raggiungere il successo, qualunque carriera avesse intrapreso”, come ha detto il suo primo direttore, Col Allan. Lo squalo lo ha scelto per una missione precisa: vuole affondare il New York Times e Usa Today, due dei rivali più pericolosi negli Stati Uniti. Per farlo, punta su due elementi che gli altri non hanno ancora sfruttato con efficacia: i lettori under 40 e le nuove tecnologie.
Gli investimenti pubblicitari passano rapidamente dalla carta stampata a Internet, che assicura visibilità crescente. Secondo Murdoch, vince soltanto chi riesce a seguire questo processo. Lui ha portato sulla rete tutti i suoi quotidiani e ha ridotto la possibilità di accesso gratuito alle notizie. Per entrare nel sito internet del Times di Londra bisogna essere abbonati e lo stesso, dice il magnate, accadrà presto anche con il Wall Street Journal, che è entrato a far parte del suo impero tre anni fa, dopo una trattativa rapida con i vecchi proprietari della famiglia Bancroft. Murdoch non intende fare sconti: la scorsa settimana, il desk del Wsj ha chiesto 600.000 dollari alla Casa Bianca come compenso per gli articoli ripresi nella rassegna stampa che circola negli uffici dell’Amministrazione.
New York Times e Usa Today sono già su iPad, ma non offrono niente di nuovo rispetto alla versione cartacea. Sinora, la performance del Nyt è stata positiva: l’applicazione che permette di leggerlo è stata scaricata da 400.000 lettori. Ora bisogna capire se sarà in grado di resistere a un rivale disegnato apposta per la tavoletta. Il piano piace soprattutto a Steve Jobs, l’eccentrico padrone di Apple. IPad è in commercio da aprile e ha superato i dubbi di molti analisti: secondo l’istituto di ricerca Gartner Inc., questo mercato sfonderà il muro dei dieci milioni di pezzi entro la fine dell’anno. L’ultima trovata di Jobs permette di scaricare migliaia di titoli contenuti nella biblioteca Apple e apre nuove possibilità all’editoria. Il New York Times è stato uno dei primi quotidiani a scegliere iPad ed è stato seguito in fretta da magazine come Wired e Popular Science. Con il suo nuovo progetto, Murdoch può sfruttare a pieno i vantaggi offerti da questa tecnologia, e può farlo prima degli altri.